Backing-tracks – Sequenze per concerti live

Usare le sequenze, o le cosiddette “backing-tracks” è diventata un’esigenza comune per molte band e artisti, in qualsiasi contesto musicale.

La ragione principale è che oggi i dischi si realizzano con moltissime tracce audio sovrapposte, che sarebbe impossibile riprodurre dal vivo se non con tanti musicisti sul palco.

Ma cosa sono le sequenze? Non sono altro che basi pre-registrate sopra alle quali i musicisti suonano dal vivo.

Una sequenza potrebbe contenere loops, chitarre acustiche, suoni particolari… qualsiasi cosa ci serva per “riempire” il suono con strumenti o effetti che non riusciamo a riprodurre dal vivo.

C’è chi ancora si può permettere di portare sul palco 10 o più musicisti per mantenere interamente live il proprio sound, ma il più delle volte non è così. Dai grandi tour alle piccole cover band, le sequenze sono ormai il musicista aggiunto sul palco.

Pensa ad esempio a band come i Coldplay o i Twenty One Pilots. Il 50% del loro sound live (come minimo), proviene dalle sequenze pre-registrate, per non parlare delle band che fanno musica elettronica come i Black Eyed Peas o rimanendo nel rock, i Nine Inch Nails.

Soluzione 1 – Computer portatile + Interfaccia audio

Questo è un setup molto comune perchè permette di avere diverse soluzioni nella gestione dei canali a costi relativamente abbordabili, sempre che tu abbia già il computer portatile.

Inoltre il computer dovrà avere anche uno standard minimo di prestazioni, per questa ragione io da sempre mi affido a Apple, che sebbene costi mediamente più di un PC, garantisce senz’altro un’affidabilità maggiore.

Potrebbe andare bene anche il modello base di un portatile MacBook Pro, senza dover intervenire sulle dimensioni del disco o della memoria RAM.

Un sistema molto comune è utilizzare una scheda audio con almeno quattro uscite come ad esempio la Focusrite Scarlett, destinandone due alle sequenze (per avere la stereofonia) e una al metronomo del batterista.

Se hai un’interfaccia audio con otto o più uscite, come quella che uso io, la Motu Ultralite MK2, puoi separare ulteriormente le varie tracce stereo.

Ad esempio:

  • canali 1 e 2 (grooves)
  • canali 3 e 4 (cori)
  • canali 5 e 6 (tutto il resto)
  • canali 7 e 8 (clicks)

Il mio parere: ottimo sistema, versatile e veloce per fare modifiche immediate al mix.

Vediamo quali sono i pro e i contro:

Pro

  • massima flessibilità nella gestione dei canali
  • possibilità di modificare, ritoccare o remixare le sequenze in tempo reale tramite software
  • costi contenuti di interfacce audio (riutilizzabili ad esempio anche nel proprio home studio)
  • ottima gestione audio per il fonico con la possibilità di mixare varie tracce separate
  • non serve esportare tracce premixate che potrebbero richiedere modifiche in tempo reale

Contro

  • non sei mai sicuro al 100% che si evitino crash software
  • per essere sicuro al 100% dovresti avere un sistema «gemello» che entri in azione nel momento in cui il primo subisca un crash (raddoppia i costi e l’ingombro)
  • costo non indifferente se non hai già un computer portatile adeguato
  • computer sempre sul palco, che può essere scomodo in situazioni all’aperto quando piove o per preservare il tuo portatile dall’usura
  • devi avere un flight case ad almeno due unità per trasportare interfaccia audio e cavi

Soluzione 2 – Sequenze in Mono

Questa è la soluzione più economica in assoluto, perchè ti permette di utilizzare anche il tuo smarphone, un iPod o un tablet per lanciare le sequenze.

Fino a 10/15 anni fa in tanti usavano ancora il Mini Disk, supporto che garantiva discreta stabilità, ma oggi questa tecnologia è sparita definitivamente.

Un limite di questo sistema è però rimasto, cioè che non è possibile utilizzare la stereofonia della sequenza.

Come funziona?

Quando realizzi una sequenza con il tuo software, ti basta esportare il file con il click “pannato” tutto da un lato (ad esempio il Left) e la sequenza musicale dall’altro (Right).

Userai quindi un cavo a Y per dare il segnale Right al fonico e quello Left al batterista.

Un esempio di iPod come device per le sequenze

Il limite di questo sistema è che una volta esportato il file contenente il mix e il metronomo, non potrai modificarlo. Se per caso ti accorgessi durante il sound check che il tamburello è troppo alto o i cori non si sentono, dovrai attendere il prossimo live per sistemare i volumi e esportare di nuovo il file corretto e remixato.

Con un sistema come quello del caso precedente (Soluzione 1), ti basterebbe alzare o abbassare il fader del volume tramite il software, per correggere in tempo reale il problema.

Il mio parere: considero lo scenario 2, cioè quello monofonico, come una soluzione di riserva, indicata solo come “piano B” nel caso avessi un problema con il mio sistema abituale.

Pro

  • zero costi (puoi usare anche il tuo smartphone, ma mettilo in modalità aereo!)
  • minimo ingombro sul palco
  • possibilità di creare scalette con playlist (usando iTunes ad esempio)
  • non serve alcuna interfaccia audio

Contro

  • Sequenze in mono
  • Non posso modificare i mix una volta esportate le tracce dal mio software

Soluzione 3 — Roland SPD-SX

Diversi batteristi che utilizzano centraline elettroniche come la Roland SPD-SX, la sfruttano anche per lanciare le sequenze, oltre che usare gli altri pad per suoni aggiuntivi.

Il vantaggio di questo sistema è infatti che possiamo assegnare qualsiasi file alla memoria interna, quindi anche tracce pre-registrate, con ampio margine di sicurezza sulla stabilità del sistema.

Per lanciare la sequenza del brano, basta quindi colpire il pad che abbiamo assegnato a quella traccia e il gioco è fatto.

Ci sono due modi per usare le sequenze:

  1. Usando il click interno della centralina e assegnando a uno dei 9 pad il file della sequenza. Ma in questo caso devo essere molto preciso e colpire il pad che farà partire la traccia esattamente in contemporanea al suono del mio metronomo.

2. Il secondo sistema è quello di importare sia il mix della sequenza, sia il suono del metronomo in tracce audio, assegnandoli a due pad separati, ma facendo in modo che siano linkati e partano esattamente allo stesso istanteper essere allineati.

Lo svantaggio di questo sistema è che non posso modificare il volume del mio metronomo direttamente dal pannello frontale, come nel caso 1.

Il mio parere: trovo che questo sia un sistema valido solo per chi è già in possesso di una centralina del genere e non abbia voglia di investire in un setup differente o più costoso.

Pro

  • Stabilità di sistema — poco rischio di crash
  • Possibilità di usare il click interno in cuffia senza dover acquistare mixer
  • Utilizzo di un pedale esterno per lanciare sequenze o scorrere la playlist
  • Versatilità di utilizzo combinato ai pad

Contro

  • Difficile da programmare per chi non è abituato ad usare elettronica o software audio in genere
  • Display per le operazioni di dimensioni ridotte
  • Devi essere già in possesso di una centralina del genere (costo 700€ circa)

Soluzione 4 — Cymatic Audio

Cymatic Audio offre la possibilità di gestire le tracce separate dei nostri progetti tramite una semplice chiavetta USB, utilizzando le uscite separatamente fino a 16 canali, nel caso del modello LP-16.

Per fare questo è necessario esportare ogni traccia separata in mono, dopo averla mixata dal nostro software (singolarmente o a stems, cioè gruppi di strumenti mixati insieme) per poi assegnare alle uscite fisiche della centraline le varie tracce audio.

Immaginiamo due differenti possibilità di utilizzo delle uscite, che ti ricordo, devono essere necessariamente esportate in mono.

Scenario A: Tre Uscite

  1. Sequenze premixate L
  2. Sequenze premixate R
  3. Click

Scenario B: Varie Uscite Multitraccia

  1. Keyboards L
  2. Keyboards R
  3. Grooves L
  4. Grooves R
  5. Cori L
  6. Cori R
  7. Chitarre L
  8. Chitarre R
  9. Click Batteria
  10. Click per il resto della band

Questo sistema garantisce massima stabilità nelle performance, ma allo stesso tempo il limite è che dobbiamo creare tutti i files prima tramite il software nativo UTool, che permette anche di creare le scalette dei nostri live.

Il mio parere: credo che questo sia il miglior setupin un contesto altamente professionale, dove è possibile utilizzare tutte le uscite separatamente e lasciare alla discrezione del fonico di sala gli aggiustamenti di livelli, dinamiche o equalizzazione.

Pro

  • Stabilità di sistema
  • Possibilità di usare tracce separate mono
  • Compatto nelle dimensioni
  • Costo contenuto

Contro

  • Laborioso nella preparazione dei files
  • Poco flessibile nella gestione in tempo reale delle tracce

Soluzione 5 — Show One App

Showone è un’app per iOS veramente notevole, perchè permette di usare le sequenze sia in modalità mono usando l’uscita cuffie del nostro device, sia in stereo abbinando una scheda audio compatibile (anche sotto i 100€), con la praticità di poter utilizzare il nostro iPhone o iPad.

Oltre a questo, permette di modificare il pitch del brano, creare countoff con la voce (one-two-three-four), oltre ad altre interessanti funzioni di edit della traccia. Possiamo usare sia il metronomo interno del software, sia una traccia pre-registrata esportata dal nostro software.

Sistema a due uscite (una sequenza mono — una metronomo)

Qui sotto un esempio di setup che permette di usare due canali stereo per le sequenze con un’interfaccia economica come la Traktor Audio 2.

In questo caso voglio segnalare (a me è successo) che sarà necessario acquistare anche l’alimentatore esterno della Native Instruments o è possibile che la periferica perda segnale e si scolleghi dal nostro device.

Altre interfacce audio supportate sono:

Guarda questa pagina di tutorial

Il mio parere: trovo che questa sia una soluzione molto interessante, un ottimo compromesso tra la praticità, i costi ridotti e la possibilità di avere la stereofonia nell’impianto audio.

Pro

  • Praticità di utilizzo
  • Costo contenuto della App
  • Possibilità di integrare un’interfaccia economica per avere la stereofonia
  • Permette di usare il pitch shift sulla traccia per cambiare tonalità

Contro

  • Funziona solo con device iOS
  • Non permette di modificare i livelli dei mix delle tracce una volta importate
  • Non è possibile usare il metronomo interno con i decimali (es. 100.5 BPM)

I Software

Un’ultima considerazione va fatta sui software (anche detti DAW) per creare in studio o utilizzare dal vivo le sequenze.

Non è detto che il software che abitualmente utilizziamo nel nostro studio per creare le sequenze «ad hoc», sia anche quello più idoneo da usare sul palco.

1) Per creare le sequenze

Qualsiasi software audio con la possibilità di lavorare in multitraccia, può andare bene per preparare i files.

I più comuni sono:

  • Protools
  • Logic
  • Cubase
  • Ableton Live
  • Reaper
  • Digital Performer
  • Garage Band

Quale di questi è il migliore? Direi semplicemente quello che sai usare meglio o che è più facilmente reperibile, se inizi da zero.

Io ad esempio, ho iniziato su PC con Cubase per passare poi a Protools su Mac, ma tutti i software in elenco vanno bene.

2) Sul palco

In questo caso è ideale usare un software particolarmente stabile che ci permetta di lavorare con playlist, scalette, o ci dia comunque la possibilità di accedere velocemente ai progetti dei nostri brani.

Per la mia esperienza, i più affidabili sono:


https://suonarelabatteria.it/usare-le-sequenze-dal-vivo-backing-tracks-c1103c9ee7c4



Categorie:W05- Preparazione Backing-tracks per concerti live

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